Il Garante della Privacy "se la prende" con i piccoli imprenditori.

Ventimila euro di multa a Moto racing Calamari per... tre messaggi di posta elettronica! Lo storico concessionario di viale Galilei è finito, suo malgrado, nell'operazione nazionale «Motorsport». Calamari ora dovrà pagare una sanzione salatissima, solo perché sul proprio sito mancava la casella per acconsentire o meno al trattamento dei dati personali del visitatore al momento della sua eventuale iscrizione alla newsletter del negozio.

Una dimenticanza casuale, per lo più commessa dallo sviluppatore del sito, ma comunque sufficiente ad attirare l’interesse del garante e della guardia di finanza.

«Gli agenti — racconta Marco Calamari, titolare della concessionaria — sono venuti da noi e hanno fatto tutti i controlli. Hanno semplicemente eseguito il loro lavoro, ma alla fine ci hanno fatto tre verbali per poco più di 20mila euro di multa. Una cifra enorme, comunque il minimo che ci potessero fare visto che potevano arrivare fino a 120mila euro. Gli stessi finanzieri hanno accertato come in due anni abbiamo spedito solo tre comunicazioni su quella newsletter. Noi — prosegue — non contestiamo la sanzione, anche se fa arrabbiare visto che non è un errore che non abbiamo commesso noi ma lo sviluppatore del sito, ma la sua proporzione. E’ assurdo in un momento di crisi come questo chiedere 20mila euro a una piccola impresa per una cosa del genere. Crediamo che le cifre sarebbero dovute essere ben altre o che comunque ci avrebbero dovuto dare il tempo di sanare la situazione prima di stangarci in questo modo. Per questo abbiamo già deciso di fare ricorso».

Molto amareggiata anche la madre Marisa Calamari. «Siamo una ditta storica — dice — con dieci dipendenti che finora ha tirato avanti nonostante le malattie che hanno colpito la nostra famiglia, le alluvioni in negozio e la crisi economica. Ogni mese arrivare in fondo è sempre più difficile ed è assurdo che a metterci in difficoltà siano cose come questa».

In difesa di Calamari si schiera intanto anche la CNA che promette battaglia livello nazionale. «La multa è sproporzionata rispetto al reato commesso. Questo è evidente. Ci sono leggi e regole che oggi, nonostante i tanti proclami, complicano in maniera assurda la quotidianità di chi fa impresa — dice il direttore provinciale di CNA Paolo Ciotti — Porteremo questo caso all'attenzione del nostro livello nazionale poiché, da quanto ci risulta, potrebbe non essere l’unico. Consigliamo alle imprese che hanno un sito web di verificare la presenza dell’informativa sulla privacy per evitare, come in questo caso, multe salatissime. La sanzione però, così come è oggi, non può mettere a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese».

Fonte: http://www.cna-ms.it/it/rassegna-stampa-pvt/mail-sbagliata-maxi-multa-da-20mila-euro.asp